INIZIATIVE INTERNAZIONALI
Il mandato della MONUC, la forza ONU in RDC
Da più parti sono rivolte critiche alla presenza della Monuc, considerata inefficiente per la protezione della popolazione. Il 16 maggio il Consiglio di sicurezza dell’ONU ha appoggiato la richiesta del Segretario generale agli Stati membri di partecipare a un’operazione militare d’urgenza in Ituri ed ha avviato delle consultazioni circa il modo di rafforzare le forze della Monuc. L’ambasciatore britannico all’ONU ha detto di aver suggerito di accrescerla di 4.300 uomini nell’Ituri, eventualmente con una forza regionale africana. La Francia ha dichiarato di essere "disposta a dare il suo contributo" alla stabilizzazione dell’Ituri inviando un battaglione in appoggio alla Monuc, nel quadro di una forza internazionale di imposizione e di mantenimento della pace in Ituri. La RDCongo e l’Uganda si sono dichiarate favorevoli alla proposta francese, mentre il Rwanda ha reagito negativamente, affermando che la Francia non è la più indicata a un tale compito. Il capo dell’UPC, Lubunga, ha pure dichiarato che considererà i militari francesi sul territorio dei "nemici". Opposizione anche da parte del Rcd/Goma. La Francia dal canto suo ha affermato che la sua presenza è condizionata al consenso di Kinshasa, Kigali e Kampala e a un chiaro mandato del Consiglio di sicurezza. Esperti francesi dovrebbero giungere in Ituri per una valutazione della situazione. L’Africa del Sud e la Tanzania si sono dichiarate disposte a loro volta ad inviare militari che affianchino le truppe francesi.
Flash
L’Assemblea episcopale provinciale di Kisangani, attraverso l’arcivescovo mons. Monsengwo ha espresso l’11 maggio il suo dolore per la notizie provenienti da Bunia, chiedendo misure internazionali energiche ed efficaci per la pacificazione in Ituri. Il 15 maggio, mons. Monsengwo, da Bukavu, come Segretario internazionale di Pax Christi, ha lanciato un nuovo appello a un maggiore impegno internazionale per la pace, chiedendo fra l’altro "che l’attuale mandato della Monuc sia trasformato da missione di mantenimento della pace a una missione d’imposizione della pace, per mettere in sicurezza la popolazione civile e dissuadere gli eserciti e le milizie che la prendono in ostaggio".
Unione Africana. Il suo presidente provvisorio, Amara Essy, si è dichiarato vivamente preoccupato ed indignato per le violenze sulla popolazione di Bunia.
Il debito internazionale della RDCongo. Banca Mondiale e FMI hanno deciso di attendere l’attuazione delle Istituzioni della Transizione e l’accettazione da parte del nuovo governo del programma economico in corso, epr decidere se inserire la RDCongo tra i "Paesi poveri molto indebitati" (PPTE), cui verrà riconosciuto l’annullamento dell’80% del debito.
La Commissione dei Diritti Umani dell’ONU ha adottato il 17 aprile una risoluzione senza voto sulla RDCongo, il giorno stesso in cui la Relatrice speciale sulla situazione dei diritti umani in RDCongo, Iulia Motoc, ha depositato il suo rapporto alla Commissione (che dunque non ha potuto essere esaminato). Il testo, afferma il Renadhoc, un gruppo della società civile di Kinshasa, "non capitalizza purtroppo l’insieme delle preoccupazioni delle popolazioni congolesi in materia di diritti umani"
Amnesty International, il 28 aprile ha pubblicato un rapporto dal titolo: "I nostri fratelli che li aiutano a ucciderci…", esortando la comunità internazionale a prendere iniziative per porre fine alle violazioni dei diritti umani in RDCongo operate da forze che cercano lo sfruttamento delle risorse del Paese. Il documento afferma che le forze straniere hanno volutamente attizzato i conflitti interetnici e intensificato i massacri, come nel caso della Regione dell’Ituri. "La situazione dei diritti umani in RDCongo – afferma il rapporto - potrebbe essere prodigiosamente migliorata se la comunità internazionale desse prova di una vera volontà politica e fosse determinata a passare all’azione (…) Da quattro anni e mezzo, il Rwanda, l’Uganda e i loro alleati congolesi si danno al saccheggio sistematico delle ricchezze naturali dell’est della RDCongo, causando, direttamente o indirettamente, la morte di centinaia di migliaia di civili congolesi. Malgrado i numerosi accordi di pace, il massacro continua, sotto lo sguardo della comunità internazionale" .
INIZIATIVE INTERNAZIONALI
Truppe internazionali nell’Ituri
In 6 giugno, il primo centinaio di soldati francesi della forza multinazionale di reazione rapida, ricevuto mandato dal Consiglio di Sicurezza, con la risoluzione 1484, e successivamente dall’Unione Europea, sono arrivati a Bunia (capoluogo del distretto dell’Ituri) per mettere fine alle violenze nella zona, in un’operazione chiamata "Artemis", che prevede l’uso della forza per proteggere le popolazioni o se stessi. Entro 45 giorni dovrebbe essere dispiegata l’intera forza multinazionale di 1500 uomini, con mandato fino al 1° settembre. La metà della forza sarà composta da soldati francesi, ma anche altri Stati, fra cui la Gran Bretagna e altri stati membri dell’Unione Europea forniranno militari. Il 13 giugno, 250 militari di tale forza erano già dispiegati a Bunia, per ristabilire l’ordine nella città. Altre 450 persone impegnate nella logistica sono giunte a Entebbe in Uganda, che serve da base aerea.
Una delegazione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU in RDCongo
Una delegazione di 15 ambasciatori del Consiglio di Sicurezza dell’ONU è arrivata a Kinshasa il 10 giugno. Ha condotto la missione l’ambasciatore francese all’ONU, Jean-Marc de la Sablière.
L’ambasciatore francese ha sottolineato che il Consiglio di Sicurezza appoggia il processo di pace in Congo, ma ha aggiunto che devono essere i Congolesi stessi a portarlo avanti, dando inizio quanto prima al governo di transizione, secondo gli accordi che loro stessi hanno firmato a Pretoria il 17 dicembre 2002 e ratificato a Sun City il 1° aprile 2003. Il rappresentante dell’Unione Europea per i Grandi Laghi Aldo Aiello ha precisato che dal momento in cui sarà istituito un governo di unità nazionale, il margine di azione dei distruttori della pace si vedrà ridotto in modo significativo. La delegazione ha ricordato al Presidente Kabila che è stato designato presidente dopo un complicato processo e deve ora incominciare ad agire come tale. Un forte messaggio è stato rivolto anche ai capi delle ribellioni appoggiate da Rwanda e Uganda: devono cominciare a comportarsi da congolesi per il bene del loro paese e mettere da parte i loro interessi particolari. Al presidente Kabila, che ha chiesto alla delegazione l’applicazione di sanzioni contro il Rwanda, implicato nei conflitti dell’Ituri e del Kivu, l’ambasciatore francese ha dichiarato che la loro missione è quella di esercitare una pressione sui paesi vicini, affinché abbiano una influenza positiva sullo sviluppo della situazione in RDCongo, non essendo la via delle sanzioni nel loro programma. Jean-Marc de la Sablière ha inoltre dichiarato di aver ottenuto che la Commissione Nazionale di Controllo prepari, già per il 16 giugno, un nuovo calendario per l’entrata in vigore delle Istituzioni della transizione, e che lavori in sessione permanente, affinché il governo di unità nazionale entri in funzione il 30 giugno, data anniversario dell’indipendenza del Congo.
Europa e RDCongo
- L’Unione Europea ha consegnato in maggio un montante iniziale di 10 milioni di euro al Rwanda per dei progetti anti-povertà.
- Le Reti europee per l’Africa Centrale (REC; CCAC/GLAN) organizzano per l’8 luglio a Bruxelles un secondo incontro dei Parlamentari europei sull’Africa centrale.
Italia e RDCongo
- Dal 25 al 27 aprile il Sottosegretario italiano agli Esteri con delega per l’Africa, on. Alfredo Mantica, è stato Kinshasa, dove ha firmato un accordo bilaterale di riduzione del debito, che permetterà di annullare 892 milioni di dollari del debito della RDCongo verso l’Italia. L’ambasciatore italiano in RDCongo, Salvatore Pinna, a Kinshasa, il 2 giugno, ha segnalato l’impegno italiano per il Paese, evidenziando le varie iniziative di cooperazione offerte sia a livello di Stato, che di ong, che di missionari¹.
- "Chiama l’Africa" e molte altre associazioni e singoli hanno protestato il 6 giugno presso il Comune di Roma per la decisione di avviare un rapporto di cooperazione con il governo rwandese e di invitare il sindaco di Kigali a Roma al Tavolo di lavoro sulla cooperazione decentrata.
Sarebbe infatti importante dare un segnale politico di condanna della politica espansionistica del regime rwandese. Un dialogo al riguardo è stato avviato con le autorità del Comune di Roma.
- Il 31 maggio, a Verona, rappresentanti degli Istituti Missionari con presenza in RDCongo si sono incontrati per una veglia di riflessione e preghiera e per una scambio circa le iniziative da prendere.
- Durante il raduno "Arena di pace" a Verona il 1° giugno, il p. Alex Zanotelli ha dato voce alla richiesta della rete di Associazioni che in Italia s’impegnano per la pacificazione in RDCongo chiedendo che l’anniversario della Dichiarazione dei Diritti Umani, il prossimo 10 dicembre sia celebrato a livello internazionale in una città della RDCongo ove i diritti umani sono da tempo calpestati.
- Le associazioni stanno anche cercando di incoraggiare un impegno specifico in questo senso da parte dell’Italia in sede europea, durante l’imminente semestre di Presidenza.
Nasceranno uomini migliori
"Nasceranno da noi uomini migliori,
la generazione che dovrà venire sarà migliore
di chi è nato dalla terra, dal ferro e dal fuoco.
Senza paura e senza troppo riflettere
I nostri nipoti si daranno la mano,
e rimirando le stelle del cielo diranno:
"Com’è bella la vita!"".
(Thula Sizwe)
NB. Il presente notiziario può contenere imprecisioni. Tuttavia le fonti usate sono serie.
A tutti, buone vacanze, serene, liete, eppure non dimentiche della solidarietà con il mondo!